Selinunte

 

Sulla costa sud ovest della  Sicilia tra le province di Trapani e Agrigento, nel Parco Archeologico più grande d’Italia e d’Europa affacciato sul Canale di Sicilia, si trovano i resti di Selinunte, un’antica città greca fondata nel 650 a.C. Il suo nome deriva dal greco “sélinon”, il sedano selvatico che tuttora cresce spontaneo nella zona, e che veniva raffigurato sulle monete della città come suo simbolo. Immersa tra gli ulivi e le piante aromatiche, la zona offre ai visitatori uno spettacolo di rara bellezza: passeggiando fra i vialetti sembra di vedere le case come erano un tempo, con i resti di bagni, pozzi ed acquedotti..

La storia

La città ebbe un  periodo di splendore di circa 240 anni: la sua prosperità durò finchè i rapporti con Cartagine furono buoni: quando però Selinunte decise di allearsi con Siracusa, i rapporti con Cartagine peggiorarono, fino alla conquista della città e alla sua distruzione da parte dei Cartaginesi. Dopo la sua distruzione Selinunte non fu più abitata: ci pensarono terremoti disastrosi in epoca medievale, incuria e saccheggi a rendere la zona un cumulo di macerie indistinte nel corso dei secoli, fino a che un’attenta opera di restauro non ne ha riportato in vita, pur se in minima parte, l’antico splendore. Nel 2013 la Regione Siciliana ha istiuito la zona Parco Archeologico di interesse internazionale.

selinunte temple of hera
Tempio di Hera, Selinunte.

Il sito

Il parco consta di diverse zone: sulla sommità è immediatamente visibile un’Acropoli centrale, nata come luogo sacro con templi, santuari e fortificazioni destinate a proteggerli. Poiché non è facile scoprire a chi fossero dedicati, i resti di questi templi oggi sono contraddistinti solamente da lettere. Tutto intorno vi sono tre colline: la collina Manuzza, sede dell’abitato e dell’agorà, la collina occidentale con il Santuario di Demetra Malophoros dedicato alla Dea della Fertilità, e la collina orientale con altri templi, tra i quali il Tempio F, il più antico, e il Tempio G, il più grande. Ma la vera meraviglia destinata a catturare l’occhio e l’interesse dei visitatori è senza dubbio il Tempio E, detto Tempio di Hera, il più completo tra le vestigia sopravvissute e quello meglio conservato. Il vento che si insinua tra le sue colonne è come il soffio dei secoli trascorsi su quelle stesse pietre che accarezzerete con le vostre mani oggi. Attorno alle colline vi sono infine la Necropoli, e a 13 km le Cave di Cusa, le cave di pietra calcarea da cui veniva estratto il materiale per le costruzioni degli edifici e dei templi. Visitandole è curioso notare la evidente brusca interruzione dei lavori di estrazione delle sezioni delle colonne, dovuta alla minaccia cartaginese sulla città poco prima della sua distruzione.  Essendo la più vasta area archeologica d’Europa, organizzatevi con scarpe da trekking per visitarla: per i più pigri esiste un servizio navetta per spostarsi da una area ad un’altra. Per visitare tutto il sito occorrono almeno 5 ore, ma le indicazioni sul luogo sono chiare e sufficienti per poterlo fare anche senza guida.

Miti e leggende

Nelle metope provenienti dai templi di Selinunte sono ancora oggi visibili i miti narrati nei poemi omerici o successivamente nelle tragedie greche, come l’Enigma della Sfinge o il Mito di Apollo… Ma curiose sono anche le leggende sorte intorno alla città di Selinunte… La più stuzzicante è sicuramente quella legata ai Giganti, che si racconta vivessero proprio in questa zona: insieme a loro viveva una anziana “gigantessa”, l’unica in grado di tessere armature e abiti di lana per i figli giganti. Il suo segreto era il “fuso” che utilizzava per filare la lana, alto oltre 16 metri e con un diametro di 10, costruito con i massi infrangibili dei primi Titani, Urano e Gaia. Questa costruzione cilindrica, chiamata “Lu Fusu di la Vecchia“, resiste ancora oggi tra le rovine di giganteschi templi andati in frantumi, quasi completamente intatta.

selinunte archeological park
Colonne nel parco archeologico di Selinunte.

I dintorni

Il fulcro cittadino, nonché luogo della “movida” notturna, è il centro turistico di Marinella di Selinunte, frazione del Comune di Castelvetrano, dove ci si può divertire fino a tarda notte. Per i più mattinieri, invece, tutti i giorni alle 8 in piazza Scalo di Bruca si svolge l‘asta del pesce fresco, pescato durante la notte nei mari di Selinunte, una tradizione di origini antichissime ancora oggi vivissima.

Le spiagge

Le spiagge nel litorale selinuntino sono varie e bellissime, costituite da fondali bassi ed ampie distese di sabbia fine e dorata, con un’acqua cristallina. La spiaggia della Riserva Asinello è una delle più belle in assoluto. Ma anche la Spiaggia della Foce del Fiume Belice si distingue per la suggestione del luogo. Per chi cercasse una spiaggia attrezzata con un comodo ristorantino consigliamo la Spiaggia della Pineta, mentre la spiaggia più vicina al centro turistico di Marinella è quella dello Scalo di Bruca.


Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s